Joseph SANDLER
Anne Marie SANDLER


L'esigenza di conseguire l' "identità di percezione"
 

L'idea che il soddisfacimento di un desiderio si realizzi attraverso il raggiungimento di un 'identità di percezione è un concetto chiave per collegare i desideri inconsci, da una parte, e le relazioni oggettuali, dali altra; costituisce la base per definire i concetti di attualizzazione e di rispondenza di ruolo (importanti a loro volta per la concezione del controtransfert), che saranno introdotti successivamente.

In una precedente versione questo capitolo fu presentato a Vienna, nel 1975, sotto forma di conferenza dedicata a Freud, nel 75' anniversario dell'Interpretazione dei sogni'. Leggere oggi quel libro lascia meravigliati per l'audacia e l'incisività del pensiero di Freud. Pur essendo una delle sue prime opere, si erge come un monumento al suo autore: ha fornito materiale di lavoro e di riflessione agli studiosi di psicoanalisi, e continuerà a fornirlo per generazioni. Quando venne pubblicato, presentava formulazioni teoriche radicalmente nuove, da cui scaturirono anche moltissimi problemi, alcuni dei quali furono risolti dallo stesso Freud, altri dai suoi successori, mentre molti sono ancora aperti.

Un concetto proposto da Freud nel famoso settimo capitolo dell Interpretazione dei sogni, concetto mai sviluppato pienamente nei suoi scritti successivi, offre il tema per questo capitolo, ed è fondamentale per molti degli argomenti esposti in questo libro. E il concetto di "identità di percezione" [Walirnelimungsidentitiit] che, presentato per la prima volta in una trattazione relativa ai sogni, può essere generalizzato ad un vasto ambito dell'esperienza e del comportamento.

Una sintetica rassegna storica precede brevi commenti sui concetti psicoanalitici difantasia inconscia e di desiderio inconscio. Seguirà una riflessione su alcuni pensieri di Freud relativi all'identità di percezione, con particolare attenzione all'idea di soddisfacimento di desiderio. Le osservazioni di Freud su questo argomento, nel suo libro sui sogni, possono essere la base per guardare alla teoria psicoanalitica da una prospettiva diversa, molto importante per il concetto di oggetto interno.

Già prima della pubblicazione de L'Interpretazione dei sogni, Freud aveva elaborato l'idea di una dissociazione della mente, come conseguenza dei processi di difesa 2 . Da quel momento in poi l'idea della necessità di proteggere l'lo - cioè di proteggere la coscienza dal pericolo di essere sopraffatta da qualcosa di spiacevole e di travolgente - è rimasta centrale nella teoria psicoanalitica. A causa della tendenza sempre più evidente, nell'opera di Freud ed in gran parte della letteratura psicoanalitica successiva, ad usare il termine lo come concetto specificamente strutturale, si dimentica spesso che all'inizio Freud usava il termine stesso per riferirsi alla coscienza. Anche dopo l'introduzione della teoria strutturale, questo legame rimase, implicito, in gran parte della sua opera3. C'è una buona ragione per ritornare più esplicitamente all'idea che la protezione della coscienza, è una delle funzioni più importanti dell'apparato psichico. L'idea che un'"esperienza traumatica" consista in una sopraffazione della coscienza da parte di sensazioni dolorose e incontrollabili, derivanti da una fonte qualunque, sembra avere maggiore valore clinico rispetto ad una concezione del trauma inteso come la sopraffazione di un Io (strutturale) impotente ad opera di un eccitamento incontrollabile .

La corrispondenza di Freud con Fliess ci consente ora di conoscere meglio le circostanze che lo indussero ad allontanarsi dalla teoria "traumatica" delle nevrosi a favore di una teoria basata sull'idea di un conflitto interno, connesso alla gratificazione delle pulsioni sessuali (libidiche). Le siue lettere' rivelano come, nel 1897, sia stato irresistibilmente portato ver%o queste nuove idee, in conseguenza del lavoro con i pazienti, in particolare con il suo "paziente principale", lui stesso. 1 fattori principali che indussero Freud ad abbandonare la teoria traumatica furono, probabilmente, 1c scoperte derivanti dalla sua autoanalisi, procedimento che consisteva, essenzialmente, nell'analisi scrupolosa dei propri sogni e delle associazioni sui vari elementi di questi sogni. Tuttavia, anche prima di abbandonare la teoria dei trauma come elemento patogeno, Freud aveva considerato i sogni ad occhi aperti (fantasie diurne consce) come soddisfacimenti di desìderio - per esempio, nella descrizione del caso di Anna 0.": "... abbelliva la propria esistenza... coltivando sistematicamente i sogni ad occhi aperti, che ella chiamava il suo 'teatro privato'".

Nel 1900, la pubblicazione dell'InterpretaMne dei sogni fornì la base per un modello "topografico" del funzionamento mentale, costituito dai "sìstemi" Inconscio (Ine.), Preconscio (Prec.), e Percezione-Coscienza (Perc.-Cs. o Cs.). Il sistema Inconscio era anche conosciuto come Inconscio "diriamico". Questo modello sembrava in grado di spiegare non soltanto i processi psìcologicí del sogno, ma anche l'ofigine di una serie di altri derivati di superficie dei processi inconSei7 . Da un punto dì osservazione attuale si potrebbe dire che L'interpretazione dei sogni avrebbe potuto essere scritta come L'interpretazione delle fantasie, L'interpretazione dei sintomi, e così via, ma in quella fase del suo lavoro Freud trovò nei sogni la via più prontamente accessibile alle profondità della mente umana. L'interpretazione dei sogni era la "via regia all'Inconscio", ma Freud riconobbe che i processi implicati nella costruzione dei sogni ad occhi aperti, dei sintomi nevrotici, delle creazioni letterarie ed artìstiche, delle sublima~ zioni, e così via, erano essenzìalmente glì stessi che presìedevano alla formazione dei sogno.

Uffitroduzione dei modello topografico dell'apparato psichico, nel 1900, ebbe come conseguenza un fondamentale spostamento dell'interesse verso l'ìmportanza clìnica e teorica dei desideri sessuali e dei sogni diurni

di soddisfacimento di desiderio, che possono appartenere o meno alla consapevolezza conscia dei paziente. Si può dire che, nel corso di questa lunga fase, la funzione fondamentale dell'apparato psichico fu considerata quella di imbrigliare gli impulsì istintuali, e quindi di proteggere la coscienza. 8

Freud fu in grado di mostrare, relativamente presto , che, man mano che il bambino cresce, questo "imbrigliamento" tiene sempre più conto della conoscenza della realtà (anche se questa conoscenza può essere estremamente distorta.



Ciò, i desideri istintuali forma mascherata. Pi~ avanti, nel corso del ca Possono essere gratificati in




Il tur

icazìone mascherata e del soddisfacimento dei desiderio.




di questa gratif

itOlo, Parleremo de a na a

Non sarà mai abbastanza sottolineata l'enorinità del cambiamento introdotto con il modello topografico e la pubblicazione dell'InterPretaziondei sogni. L'individuo era considerato sostanzialmente ìn balìa degli im

Pulsi istintuali sessuali che sorgono dentro dì lui. Dopo la prìma infanzia, a

questi impulsi non è pffi consentita un'espressione diretta: possono manife

starsi solo indirettamente, come manifestazioni mascherate di superficie

dei desideri istintuali che sorgono dalle profondità dell'apparato psichico.



Ne può nascere un conflitto, ed ì tentativì di soluzione di tale conflitto possono dare origine a derivati, sia normali (come i sogni diurni consci) che

patologici. 1 conflitti possono sorgere a causa dell'influenza perinanente

del passato sulla mente dell'individuo e della necessità di tenere conto del

la conoscenza della realtà attuale e della realtà attesa, nell'interesse del

fuoco processi quali la difesa contro l'espressione diretta di desideri lib S

l'autoconservazìone (cioè per proteggere la coscienza). Furono mes i a

idici primitivi, la loro "censura", trasformazione e gratificazione mascherata. Durante la fase in cui il modello topografico fu lo schema di riferimento teorico di base, fenomeni come i sogni, i sogni ad occhi aperti, i sintomi, i tratti di carattere, le opere d'arte, ed altre forme di espressione, furono considerati comeformazioni di compromesso tra i desideri istintuali e tutte le l"orze che si oppongono alla gratificazione istintuale (o alla consapevolezza della gratificazione); furono visti come derivati dístorti e mascherati di desideri istintuali inconsci.

La creazione di sogni ad occhi aperti consci è una modalità molto importante di soddisfacimento di desiderio, a nostra disposizione durante lo

stato di veglia, quando, per qualche ragione, è impossibile la gratificazione derivante dal inondo esterno. Poiché la gratificazione diretta di un deside-

ri . ( può risultare minacciosa, si può verificare, di fronte alle restrizioni im~ poste dalle istanze interne, un volgersì difensivo e compensatorio ai sogni ad occhi aperti, come forma di soddìsfacirnento di desiderio. Oggi, ed èqnanto sosteniamo in questo libro, possiamo afferniare che ad essere coinIti in conflitti non sono soltanto i desideri istintuali alla ricerca di gratifiII.íone, ma l'intera gamma dei desideri (descrittivamente) inconsci, coni1-1 eSi quelli tesi ad evitare sentimentì spiacevoli di ogni genere, ed alla sal-

19,Urdia del narcisismo dell'indívíduo, dell'autostima, del benessere e ila sicurezza, dei sentimenti dì controllo e così via. Secondo noi quindi,

A categoria dei desideri inconsci appartiene anche la vasta gamma di de-ieri suscitatí da cambiamenti consci o inconsci nei sentimenti del

l'individuo9. Come sostiene Kernberg: "I sentimenti, che rappresentano il

principale sistema motivazionale, sono perciò intimamente legati con la

fissazione, da parte della memoria, di un mondo internalizzato di relazioni

oggettuali" 10 . erti si verifica, in genere, ad un livel-


L'attività del sognare ad occhi ap

lo di consapevolezza conscia così basso da eludere la possibilità di afferrare i sogni ad occhi aperti, non appena si cerca di fissare l'attenzione su di essi. Probabilmente ci rendiamo tutti conto di questo fenomeno e sembra probabile che molti, se non la maggior parte di noi, trascorrano molto del loro tempo immersi in sogni ad occhi aperti di soddisfacimento di desiderio. Freud considerò il sogno ad occhi aperti come "un prodotto dell'immaginazione che soddisfa il desiderio e che sappiamo non essere reale"" -forse potremmo dire "un pensiero di soddisfacimento di desiderio che sappiamo non essere vero". dato che la fantasia è una forma di pensiero, come ha sottolineato Freud nelle Precisazioni sui due principi dell'accadere psichico. Il sogno ad occhi aperti conscio non ha la stessa vivacità ed intensità della percezione normale o allucinatoria, ed è di conseguenza intrinsecamente meno soddisfacente delle esperienze di gratificazione derivanti dalla realtà materiale o dall'allucinazione. Al pari del sogno, il sogno ad occhi aperti non è, di solito, semplicemente una ripetizione di esperienze gratificanti del passato, anche se a volte può esserlo. 1 ricordi delle esperienze passate possono essere basati in modo preminente sul modo in cui i desideri dell'individuo sono stati gratificati nell'interazione con la realtà esterna - in particolare con le persone importanti dell'ambiente del bambino; ma i sogni ad occhi aperti possono anche essere legati a ricordi di sogni ad occhi aperti che possono essere stati soddisfacenti o di conforto nel passato. Di solito, tuttavia, il sogno ad occhi aperti è una costruzione nuova e mascherata, anche se spesso, prendendo in prestito un'espressione di Freud a proposito del transfert, è una "nuova edizione" di un lavoro più antico12.

Questo per quanto concerne i sogni ad occhi aperti. E per quel che riguarda le fantasie inconsce? In primo luogo abbiamo le fantasie che sono state in passato sogni ad occhi aperti di soddisfacimento del desiderio, ma che in seguito sono state rimosse. Di conseguenza, tendono a funzionare e ad essere trattate allo stesso modo dei ricordi rimossi di desideri soddisfatti. Tali fantasie, perfettamente accettabili per il bambino in un certo periodo della sua vita, possono venire in seguito rimosse, perché provocano un conflitto e sono sentite come inaccettabili alla coscienza 13. Un esempio tipico potrebbe essere rappresentato da un sogno ad occhi aperti edipico, conscio, di una ragazza, di vivere sola con il padre, e di prendersi cura devotamente di lui, dopo la scomparsa della madre dalla scena per morte o malattia. Un sogno ad occhi aperti come questo, conscio e molto comune, sarà spesso rimosso più tardi, cambiando il proprio status per divenire un desiderio inconscio (per entrare nel contenuto di un desiderio inconscio).

Questo ci conduce a quelle fantasie che sono creazioni nuove o evolutivamente posteriori, espressione di un pensiero inconscio che opera in base al processo secondario 14 . Nella formazione di queste fantasie compaiono preoccupazioni attuali (più o meno realistiche), entrano conflitti, sono rivissuti impulsi e soluzioni infantili, giocano un ruolo importante le difese, possono essere utilizzate esperienze attuali o recenti, vengono impiegati processi di pensiero secondario, che variano dai più primitivi a quelli relativamente più sofisticati. t importante notare che lo sviluppo di certe difese altamente organizzate - in particolare, la razionalizzazione inconscia -testimonia, tra l'altro, dell'esistenza di un'attività inconscia di pensiero che opera secondo il processo secondario.

Dal punto di vista del modello strutturale di Freud è facile attribuire sill'Io inconscio la formazione di simili fantasie inconsce. t più difficile m%erirle nello schema di riferimento della teoria topografica nella sua ver. ~ ~ ille dei 1900, se non si tiene conto della teorizzazione, da parte di Freud, di una "seconda censura" tra i sistemi della Coscienza e del Preconsciols.


può considerare la "seconda censura" - o l'attività di difesa e di censura I I' lo "strutturale" - come finalizzata a proteggere la coscienza. Questa è.t siozione importante, per la teoria psicoanalitica, perché ci consente di ocepire sofisticati processi inconsci (per la precisione, processi che si svolgono nell'"ambito non esperienziale"") che danno origine ad un contenuto di esperienza che è "esaminato", valutato dal punto di vista della sua accettabilità da parte della coscienza, modificato e mascherato continuamente, ed al quale viene dato un certo grado di "plausibilità" e di organizzazione razionale al fine di renderlo "sintonico alla coscienza". Sottolineo questo punto perché nel pensiero psicoanalitico è molto diffusa la tendenza, errata, a equiparare ogni contenuto descrittivamente inconscio con il Sistema Inconscio del modello topografico. (C'è una certa confusione fra l'inconscio "dinamico" e l'inconscio "descrittivo" 17 : nel modello topografico di Freud, la parte della mente che è "descrittivamente" inconscia include il "sistema" Preconscio.)

Nel discutere il concetto di "seconda censura", nell'Interpretazione dei sogni, Freud parla di:

... una seconda e più sottile regolazione, che può addirittura opporsi alla prima [la censura fra l'Inconscio dinamico ed il Preconscio, responsabile dell'amnesia infantile], e che perfeziona la capacità di prestazione dell'apparato, mettendolo in condizione, contrariamente alla propria disposizione, di sottoporre alla carica e all'elaborazione anche ciò che è collegato con uno scatenamento di dispiacere. La psicologia delle nevrosi insegna che a queste regolazioni... spetta una parte di grande rilievo nell'attività funzionale dell'apparato.

t singolare che molti analisti mostrino una forte resistenza di fronte all'idea di un funzionamento inconscio - cioè preconscio, e di conseguenza descrittivamente inconscio - secondo il processo secondario (un concetto che comprende, si può dire, tutti i livelli dei processi cognitivi organizzati), anche se è evidente che nel loro lavoro clinico ne ammettono l'esistenza. Possiamo definire questi processi come "preconsci", o parlare di "attività dell'Io inconscio" per descrivere questi fenomeni, ma, qualsiasi termine o modello della mente utilizziamo, dobbiamo tenere in considerazione la "seconda censura", che opera al di sotto della coscienza. Questo punto, forse, può essere illustrato efficacemente con un frammento di materiale clinico.

Un paziente disse di avere visto un pacco lasciato sulla soglia della casa dell'analista, commentando che probabilmente il postino aveva molta fretta, sé non

aveva aspettato che il pacco fosse ritirato. Più avanti, durante la seduta, fece alcune osservazioni sulle recenti esplosioni di bombe a Londra, e sulle lettere esplosive che erano state spedite ad ebrei molto conosciuti. Sulla base di questo ed altro materiale, l'analista poté commentare che forse, vedendo il pacco, aveva pensato che contenesse una bomba e che l'analista sarebbe saltato in aria, con il risultato che il paziente avrebbe potuto iniziare le vacanze prima di quanto programmato. Si può qui postulare l'esistenza di un pensiero inconscio che esprime un desiderio e che implica la nozione di causa-effetto. Tra l'altro il paziente si ricordò più tardi di avere desiderato che l'analista annullasse le rimanenti sedute, e di essersi sentito impaziente di fronte al fatto di dovere aspettare per le vacanze. Successivamente, nell'analisi, emerse la rabbia infantile nei confronti del padre, che lo faceva studiare durante le vacanze. Questo fu più tardi collegato alla ostilità edipica nei confronti del padre, ed infine ad un'esperienza traumatica più precoce.

Nel riferirci qui ai pensieri di fantasia inconsci, vorremmo chiarire che non si tratta semplicemente di riedizioni aggiornate di antichi sogni diurni di soddisfacimento di desiderio, che una volta erano consci e sono stati successivamente rimossi; essi sono ampiamente influenzati da preoccupazioni e conflitti inconsci attuali, dall'uso del processo secondario di pensiero, da ipotesi e teorie infantili inconsce, dal sistema di relazioni interne con i propri introietti, dalla persistenza di desideri infantili, dalla tendenza a servirsi di soluzioni del passato a problemi e conflitti, e da molti altri fattori.

Per i nostri scopi attuali, possiamo limitarci ad intendere la fantasia inconscia come un tipo particolare di derivato inconscio, organizzato, di desideri e impulsi più primitivi (soprattutto infantili), e delle relazioni oggettuali inconsce (con i sentimenti che le accompagnano) implicate in tali impulsi e desideri. Essenzialmente, la fantasia di desiderio può essere considerata come una modificazione ed elaborazione inconscia, organizzata e mascherata, di un desiderio insoddisfatto, che può essere o non essere "istintuale". Elementi che appartengono ad esperienze passate e presenti della persona risulteranno, naturalmente, inseriti nella trama della fantasia inconscia di desiderio. A questo riguardo non abbiamo preso in considerazione la distinzione tra queste fantasie ed altri pensieri inconsci, che sono stieno connessi con il soddisfacimento di desiderio18. Dal momento in cui lia cominciato a svilupparsi, la fantasia inconscia di desiderio viene continuamente modificata, anche se tende a mantenere il proprio antico nucleo centrale. Come il desiderio possiede una forza che lo spinge verso il "soddisfacimento", così c'è una forza al di sotto del suo derivato inconscio -vale a dire al di sotto della fantasia inconscia organizzata. E opportuno ricordare che la pressione che sta al di sotto di quella che Freud ne L'interpretazione dei sogni chiamò "fantasia di desiderio" non è necessariamente un impulso istintuale - può essere il bisogno di evitare esperienze dolorose (come l'ansia o la colpa) e di preservare la sicurezza e il benessere 19 .

La fantasia inconscia (nel senso in cui il termine è usato qui) può essere vista come il soddisfacimento di un desiderio, ma, paradossalmente, allo stesso tempo, rappresenta un desiderio insoddisfatto. t un soddisfacimento di desiderio in quanto costituisce una "soluzione", creata inconsciamente, dei conflitti suscitati dal desiderio più primitivo, di cui è la rappresentante. D'altra parte, la fantasia inconscia continua ad esistere proprio perché èanche un desiderio insoddisfatto, dato che l'esperienza di soddisfacimento può essere soltanto temporanea. (Al contrario della fantasia inconscia, il sogno ad occhi aperti conscio funziona molto meglio come soddisfacimento di desiderio). t, probabile che le più attive tra le fantasie inconsce possano trovare una forma di espressione di superficie talmente mascherata -o espressa in modo così elusivo nell'azione - che la "seconda censura" ne risulta ingannata. Ciò è evidente nei derivati che osserviamo nella situazione analitica "classica", per esempio nelle libere associazioni, negli acting out, nei sogni, e nei fenomeni di transfert. La persistenza di fantasie inconsce dominanti o "nucleari", è dovuta probabilmente a molti fattori: sono importanti, a questo riguardo, sia le modalità con cui gli aspetti significativi di una particolare fantasia inconscia sono stati soddisfatti nel passato, che l'organizzazione interna, persistente e strutturata, dei ricordi inconsci della persona, delle sue credenze e teorie, delle relazioni oggettuali e dei meccanismi di difesa preferiti. (Questo aspetto dell'organizzazione della mente è da noi collocato nell'"ambito non-esperienziale" 20 _ vedi Capitolo 4)

Può essere utile un ulteriore commento riguardo all'apparente contraddizione inerente alla nozione di "fantasia di desiderio", concetto che comprende sia la nozione di desiderio insoddisfatto che, contemporaneamente, quella di soddisfacimento di desiderio. La soluzione del problema può essere trovata se si tiene conto che la capacità dell'Io di distinguere fra realtà e fantasia non è sempre presente, durante la veglia. Può sembrare che taluna capacità esista sempre, ma questo dipende dal fatto che la funzione di distinguere fra ciò che è reale e ciò che non lo è, può essere attivata molto rapidamente (a meno che la mente non sia appannata dal sonno, o dalla fatica, o alterata da farmaci, o che vi sia un difetto dell'Io del tipo di quello che si trova nelle psicosi). Durante il processo del fantasticare (sia nel sogno ad occhi aperti conscio, sia nel fantasticare inconscio), questo aspetto del test di realtà è parzialmente sospeso, anche se di solito possiamo tornare a sintonizzarci con la realtà molto rapidamente. Così, per brevi periodi di tempo, mentre la consapevolezza della realtà è parzialmente sospesa, il desiderio è sperimentato come se fosse stato soddisfatto. Questo fenomeno assomiglia all'esperienza del sogno notturno, sebbene il sogno ad occhi aperti no rinalmente non si avvicini all'intensità percettiva dell'allucinazione notturna che costituisce il sogno. Quando lo stato del sognare ad occhi aperti viene per qualche ragione interrotto, abbiamo un desiderio insoddisfatto, piuttosto che un soddisfacimento di desiderio.

Per ricapitolare: le fantasie di desiderio inconsce qui descritte sono create con lo scopo specifico di eludere la "censura", proteggendo la coscienza; proprio per questo è possibile che debbano essere sottoposte ad una serie di modificazioni prima di trovare espressione attraverso uno dei tanti derivati di superficie. La loro costruzione non avviene solo in base al funzionamento secondo il processo primario, ma utilizza un'intera gamma di forine di pensiero organizzate ed inconsce. Naturalmente sono modificate in modo significativo dalle difese, mobilitate per controllare i sentimenti all'interno del mondo esperienziale dell'individuo (vedi Capitolo 4). Possono servirsi della conoscenza che la persona ha della realtà esterna e, se sono molto distanti dalla coscienza (in senso "topografico"), non avranno quel "marchio di irrealtà" che è caratteristico dei sogni ad occhi aperti conSCi21. Questa concezione della fantasia inconscia è molto diversa da quella kleiniana, illustrata nel 1948 da Susan lsaacs 22~ che considerava ogni contenuto mentale inconscio come "fantasia inconscia".

Il sogno notturno differisce dal sogno ad occhi aperti in quanto èun'esperienza allucinatoria, è creduto reale nel momento in cui si verifica, e implica meccanismi più primitivi del sogno ad occhi aperti, che è relativamente logico e coerente. Inoltre, mentre i sogni ad occhi aperti possono soddisfare desideri consci oltre che inconsci, nel sogno notturno del bam

bìno più grande e dell'adulto il desiderio o la fantasia dì desìderio che trova l'appagamento è mascherato nel contenuto manifesto dei sogno, in quanto nella sua forma "latente" risulta inaccettabìle alla coscienza. La "seconda censura" opera anche durante il sonno, adempiendo alla sua funzione di proteggere la coscienza.

In precedenza, abbiamo definito come "forme di espressione" le manìfestazioni dì superficie dei derivati di desideri e fantasie di desìderìo ìnconsci. Abbiamo scelto questo termine di proposito in quanto, in psicoanalisi, specie negli anni che hanno preceduto l'introduzione dei modellostrutturale ma anche dopo, si è insistito molto sull'importanza di comprendere il significato del comportamento manifesto e dell'esperienza conscianei termini delle vicissitudini degli impulsi e desideri istintuali inconsci, sospinti con forza verso l'espressione alla superficie. La realtà esterna fu sempre tenuta in considerazione 24 ma per la natura della tecnica psìcoanali tica, il microscopio della ricerca psicoanalitìca era per lo più puntato dall'esterno verso l'interno, nell'intento di tracciare il percorso attraverso cuì i desideri istintuali infantili rimossi trovano espressione alla superficìe. Da questo punto di vista era consìderata molto importante la teoria che concepiva il sogno come forma di espressione di superficie~, come derivato di impulsi e desideri che si muovono dalla profondità verso la superficie. Questo modo di considerare i derivati delle forze e dei contenutì inconsci può essere definìto come punto dì vista centrifugo, espressione di forze che muovono verso l'esterno, verso la periferia dell'apparato psichìco, ed è co erente con la teoria della "scarica" dell'energia. Più avanti risulterà chiaro perché il punto di vista centrifugo è insufficiente per comprendere il processo onirico.


Appagamento di desiderio e "Identità di percezione"


Nel famoso settimo capitolo dell'Interpretazione dei sogni, Freud so-stenne che i desideri istintuali potevano essere soddisfatti tramite il conseguìmento di una identità di percezione. La formulazione più semplice diquesto processo è che lo scopo del desiderio primitivo è quello di rìsperìmentare, attraverso la percezione, una situazione del passato che avevaconsentito la gratificazione istintuale. Perciò, per esempio, se nel neonatosi depositano le tracce mnestiche dell'esperienza di essere nutrito in modo
















esid crio istintuale

onsisterà nelPesigenza di risperírnentare, attraverso l'apparato per-

osoradideisefacente, ogni volta che il neonato avrà farne il d

cettivo, una situazione percettivamente identica alla precedente esperienza soggettìva gratificante, cioè alla soddìsfacente esperienza di essere nutrito. Nell'Interpretazione dei sogni Freud scrive, parlando del bambino affamato:

... l'eccitamento proveniente dal bisogno interno non è dovuto ad una forza che


colpisce momentaneamente, bensì ad una forza che agisce di continuo. Può esservi un cambiamento quando, in un modo qualsiasi (nel bambino per l'aiuto di altre persone) si effettua un'"esperienza di soddisfacìmento" che sospende lo stimolo interno. Componente essenziale di questa esperienza vissuta è la coniparsa di una determinata percezione (l'afimento, nell'esempìo dato) la cui immagine innestica

rimane d'ora in poi associata alla traccia mnestíca dell'cccitamento di bisogno. Appena questo bisogno rícompare una seconda volta, sì avrà, grazie al collega-

mento psichico stabilito, un moto psichico che ìntende reinvestire l'immagine mnestica corrispondente a quella percezione e rievocare la percezione stessa; inende dunque in fondo ricostruire la situazione del primo soddisfacimento. t un

moto di questo tipo che chiamiamo desiderio; la ricomparsa della percezìone èl'appagamento del desiderio... Nulla ci impedisce di ammettere uno stato prirnitivo... nel quale l'atto del desiderio sfocia in un'allucìnazione. Questa prima attività

psichica mira dunque ad una "ìdentità di percezione", vale a dire alla rìpetizione della percezione che è collegata col soddisfacimento del bisogno.

In questo contesto, "esperienza" significa esperienza soggettiva (in tedesco Erlebnis, non Erfahrung, anche se entrambì i termini sono tradotti con la parola "esperienza"). t Ovvio, come sottolinea Freud, che, nel caso di un bisogno bìologico, l'esperienza allucinatoría di appagamento può durare soltanto un momento, perché ben presto la pressione incessante del bisogno biologico provocherà un acuto dispiacere. Freud ritornò su questo

argomento nelle Precisazioni sui due princìpi dell'accadere psichico, notando che "lo Stato psichico di quiete è stato in origine turbato dalle imperiose esigenze dei bisogni interni. In questo caso, ciò che era pensato (desíderato) era sempl icemente realizzato per via allucinatoría, così come ancora oggi accade ogni notte con i nostri pensieri onirici".

Partendo dalla semplice affermazione, che il desiderio cerca l'appagamento attraverso il conseguimento di un'esperienza percettivamente identíca all'"esperìenza di soddisfacimento" precedente, Freud poté mostrare,ne L 'Interpretazione dei sogni, c ' ome il processo di soddisfacimento deldesiderio attraverso una semplice allucinazione abbia dovuto subire importanti modificazioni. Egli esaminò "ì] tortuoso sentiero verso il soddisfacimento del desiderio che è stato reso neéessario dall'esperienza" e descrisse lo sviluppo del pensiero, come un sostìtuto dei desiderio allucinatorio. Nella prospettiva di Freud, è soprattutto il sogno che ci mostra qualcosa della via più diretta al soddisfacimento del desiderio attraverso l'allucinazione.

Dopo la prima infanzia, con lo sviluppo dell'apparato psichico, anche il raggiungimento dell'identità di percezione nel sogno non rappresenta più la semplice ripetizione allucinatoria di una precedente percezìone di gratificazione. Si è sviluppata la censura, per proteggere la coscìenza e per salvaguardare il sonno, per cui quel che troviamo è un'ìdentità di percezione completamente mascherata dall'attività di una serie di meccanismi, sia primitivi che più sofisticati. Alle semplici esigenze infantili dì gratificazione si sono aggiunti desideri molto complessi, come quelli caratteristici del complesso di Edipo e dei suoi derivati. Sognì ad occhi aperti in precedenza tollerati dal bambino piccolo diventano pericolosi e subiscono la rimozione, andando ad aggiungersi al contenuto di desiderio delle tendenze ínconsce.

Possiamo elaborare l'idea di Freud del desiderio che cerca di conseguìre l'identità di percezione - come avvìene tipicamente nel sogno - dicendo che il soddisfacimento di desiderio, implicito in ogni espressione di superficie dei desideri e delle fantasie di desiderio inconsci, non consiste soltanto in una manifestazione all'esterno, nell'irruzione dei desiderìo inconscio soddisfatto in forma mascherata, non è soltanto un processo centrifugo. t presente un aspetto centripeto, che è altrettanto importante. Affinché il derivato funzioni come appagamento di un desiderio, è necessario che ciò che ha raggiunto la superficie sia oggetto di percezione, conscia o ìnconscia. (t possibile ìpotizzare che i movimenti oculari rapidi che si verificano durante la fase onirica del sonno - la fase REM - siano "dati" biologici connessi alla percezione del sogno, piuttosto che alla sua creazione).

Voglio dire semplicemente questo: un sogno sarebbe inutile, per il sognatore, se, nello stesso tempo, egli non fosse anche l'osservatore del sogno. Nello stesso modo, un sogno ad occhi aperti sarebbe privo di valore come appagamento di desiderio, se non fosse in qualche modo percepito (si deve qui distinguere la percezione dall'attenzione). Un'opera d'arte non potrebbe mai soddisfare un desiderio inconscio, se l'artista non fosse consapevole dell'atto di creare e delle caratteristiche della creazione stessa. Portando questo argomento fino alla logica conclusione, anche i sintomi, che Freud vedeva come derivati dell'Inconscio dinamico sotto la forma di formazioni di compromesso, non avrebbero valore come soddisfacimento di desiderio, se i pazienti, a qualche livello, non li percepissero.


Se l'appagamento di desiderio si realizza attraverso il raggiungimento,


in forma motto inascherata e sinibolica, dì un'identità di percezione, ci troviamo di fronte al problema di come taleidentità, mascherata e simbolica, possa portare al soddisfacimento dei desiderio. Come mai, sognare che una strana persona regala ad un'altra persona un mazzo di fiori, mentre il sognatore sta in disparte ed osserva, può fomìre gratificazione ad un desiderio sessuale durante il sonno? Com'è che la creazione di un'opera d'arte, fonte di soddisfacimenti di desiderio simbolici e mascherati, può gratificare grossolani desideri inconsci attraverso l'espressione e la percezione di rappresentazioni simboliche?

t probabile che la risposta stia nella capacità dell'individuo di comprendere inconsciamente il significato simbolico dei proprio sogno (o di ogni altro "derivato"). E fondamentale qui, l'assoluta necessità, per la persona, di proteggere la coscìenza dalla conoscenza inconscia. Il punto da sottolineare è che la percezione può fornire una gratificazione, e che può farlo anche sulla base di una rappresentazione mascherata della situazione desìderata. Mentre di fronte alla pressione dei bisogni biologici, la perce-

zione può offrire una gratificazione solo momentanea, nel caso dei bisogni e dei desideri psicologici (comprese le fantasie di desiderio), attraverso la percezione si può ottenere una gratificazione diretta o indiretta molto più

efficace; inoltre la si può raggiungere simbolicamente. Basta pipnsare al fenomeno della sublimazione25 ed al modo in cui la gratificazione può essere

ottenuta indirettamente, per "procura"26~ per rendersi conto dell'esistenza di questo processo di soddisfacimento ìnconscio di desiderio che si realizza senza una stimolazione corporea diretta. Nel Capitolo 3 torneremo su alcuni di questi punti.

t interessante un commento di Freud nelle Precisazioni sui due prìncipi dell'accaderepsichico:

Un artista è originariamente un uomo che si distacca dalla realtà giacché non riesce ad adattarsi alla rinuncia del soddisfacimento pulsionale che la realtà inizialmente esige, e lascia che i suoi desideri di amore e di gloria sì realizzino nella vita di fantasia. Egli trova però la via per ritornare dal mondo della fantasia alla realtà, poiché grazie alle sue doti particolari trasfigura le sue fantasie in una nuova specie di "cose vere", che vengono fatte valere dagli uomini come preziose immagini riflesse della realtà. Così in certo modo egli diventa davvero l'eroe, il sovrano, il creatore, il prediletto che brarnava diventare, e questo senza percorrere la faticosa e tortuosa via della trasformazione effettiva dei mondo esterno. Può tuttavia raggiungere un tale risultato soltanto perché altri uomini provano la sua stessa insoddisfazione per la rinuncia imposta dalla realtà, e perché, dunque, questa insoddisfazione, che risulta dal fatto che il principio del piacere è stato sostituito dal principìo di realtà, è essa stessa parte del reale.

Ma in che cosa consistono la "realtà" e la "verità" che possono fornire la gratificazione di desideri e fantasie di desiderio inconsci? Possono consistere soltanto in qualcosa di "conosciuto" come reale o vero, qualcosa di percepito, oppure una conclusione, tratta nella mente dall'indivíduo sulla base di informazioni che lo raggiungono attraverso gli organi di senso e l'apparato percettivo. Le "nuove specie di cose vere", a cui si riferisce Freud, devono essere costituite certamente da dati psicologici, cioè dati di un genere che può essere molto distante da quello dei dati forniti dalla stimolazione fisica diretta, per esempio dalla stimolazione delle zone erogene.

Nel Capitolo 3 cercheremo di rendere più saldo il legame fra transfert e controtransfert, partendo da una definizione del transfert che tiene conto dei tentativi fatti dal paziente di manipolare l'analista e di farlo agire e reagire in modi che rappresentano, per il paziente, una ripetizione nascosta di esperienze e relazioni precedenti. Il controtransfert è visto come un compromesso fra le tendenze proprie dell'anafista e la sua adesione al ruolo che il paziente cerca di imporgli. Il transfert e il controtransfert sono visti come un caso particolare del fenomeno più generale dell'attualizzazione. li termine è qui usato con il significato che la parola ha nel dizionario, non con i significati tecnici con cui viene inteso da certi autori. L'Oxford English Dictionary definisce l'attualizzazione come "un rendere attuale; una realizzazione mediante un'azione o un fatto" e attualizzare come "rendere attuale, convertire in un fatto reale, realizzare nell'azione". Questo concetto è discusso in modo più completo nel Capitolo 3, ma qui è forse appropriato anticipare che possiamo pensare che tutti ì soddisfacimenti di desiderio si realizzano mediante una qualcheforma di attualizzazione. Il modo più comune per rendere qualcosa "reale" o "attuale", è agire sul mondo reale in modo tale che la nostra percezione arrivi a corrispondere alla realtà desiderata; oppure agire su noi stessi così da raggiungere tale corrispondenza. Di solito facciamo entrambe le cose, ma esistono altre forme di attualizzazione. C'è l'attualizzazione illusoria, nella quale il processo per-

zceiotivode11i1:togrtcíei ificdaaztiosneensdoerliadieisipdreorvenienti dal mondo esterno nella direio, anche se, di norma, una simile illu sione può essere corretta alla luce di una successiva esperienza. Se questo non avviene, si ha una attualizzazione delirante, processo che non è affatto esclusivo degli psìcotici; il soddísfacimento di desiderio tramite l'attualizzazione allucinatoria, è, naturalmente, tipico delle psicosì. Una forma importante di attualizzazione è quella simbolica, nella quale il simbolo -per esempio indossare un'uniforme - rappresenta l'appagamento di un desiderìo. L'attualizzazione attraverso i sogni ad occhi aperti, di solito, èmeno soddisfacente della gratificazione per mezzo di una esperienza per-

cettiva diretta, anche se molto dipenderà dal grado di ansietà suscitata dall'esperienza reale (alcune persone, in particolare tra gli adolescenti, pre-

feriscono l'attualizzazione attraverso il sogno ad occhi aperti áll'esperienza diretta della realtà), dall'intensìtà sensoriale delle immagini del sogno

ad occhi aperti e dalla capacità dell'individuo di sospendere temporaneamente la "facoltà di non credere", durante il sogno ad occhi aperti.

li punto di vista avanzato in questo capitolo ha molte implicazioni, che non possono però essere analizzate sistematicamente qui. Esso rappresenta, comunque, un approccio allo studio delle relazioni ìnterpersonali che

non abbandona il punto di vista intrapsichico della psicologia psicoanalitica e che prende in considerazione i processi implicati nei tentativi di ogni

persona di attualizzare i propri desideri consci e inconsci. Questi sono, a loro volta, intimamente connessi con le relazioni oggettuali presenti nei desideri e nellefantasie dell'individuo.

Il ruolo della percezione e dell'attualizzazíone nel soddisfacimento di desiderio, ci consente anche di comprendere meglìo la natura e la funzione dei sintomi nevrotici. Nella misura in cui può essere considerato come il derivato di una fantasia di desiderio inaccettabile per la coscienza dell'individuo, il sintomo può essere visto non solo come un'"espressione di superficie" mascherata di una fantasia inconscia, ma anche come una fonte di informazíoni percettive, che produce un'identità di percezione, nascosta

e simbolica, relativa al desiderio inconscio che il sintomo stesso soddisfa. Se poi consideriamo che l'interazione inconscia con un'altr a persona è parte integrante della fantasia di desiderio, allora le reazioni (reali, immaginate, o anticipate) di altre persone importanti possono costituire una parte essenziale dei sintomo, perché queste reazioni fanno parte del feedback per~ cettivo atteso sulla base del contenuto relazionale della fantasia. Questo punto di vista ci permette di capire, per esempio, perché i sintomi isterici

possono mutare coi passare del tempo: la risposta di ruolo ottenuta grazie alla paralisi di un arto durante la Prima Guerra Mondiale, per esempio, og

gi può essere ottenuta soltanto mediante sintomi diversi, o anche tratti di carattere.

Questo punto di vista ci induce ad ipotizzare che l'individuo esamini continuamente l'ambiente circostante, in particolare le reazioni degli altri, nel processo di costruzione inconscia del sintomo. La stessa cosa vale per le "transazioni", spesso sottili, che intercorrono tra le persone nei comuni rapporti sociali, dove c'è un rapidissimo esame delle risposte degli altri ai segnali di "prova" o alle indicazioni di comportamento che abbiamo emesso. In modo analogo rispondiamo spesso inconsciamente, ai segnali degli altri che ci invitano ad assumere particolari ruoli. Se, in base a questi "esarni", "prove", "segnali" inconsci, scopriamo che la situazione non consente la gratificazione di una fantasia di desiderio inconscia attraverso un'identità di percezione, allora possiamo decidere di rinunciare ad un particolare tipo di azione, o cercare altri partners per tentare di ottenere l'appagamento del desiderio inconscio.

Secondo la tesi sostenuta in questo capitolo, la magistrale descrizione di Freud del "lavoro onirico" va integrata ponendo uguale enfasi sul processo opposto, centripeto, per il quale il sognatore percepisce il contenuto dei sogno ed inconsciamente lo ritraduce nel suo significato latente, in modo da ottenere il soddisfacimento del desiderio attraverso l'identità di percezione. In un certo senso, c'è un inconscio "lavoro di comprensione" che va di pari passo, anche se in direzione opposta, con il lavoro onirico descritto da Freud; quel che è vero per il sogno è vero anche per gli altri "derivati", per le altre espressioni di superficie dei desideri e delle fantasie inconsci. Questo cì permette di aggiungere ancora qualcosa all'idea avanzata in precedenza che ogni soddisfacimento di desiderio è ottenuto mediante unaforma di attualizzazione. L'elemento aggiuntìvo è che l'attualizzazione, percepìta nella suaforma manifesta, è compresa inconsciamente, ed inconsciamente rìtradotta nel suo significato latente. Nei termini del modello topografico, questa "decodificazione" e comprensione si realizzerebbe nel sistema Preconscio, mentre nel modello strutturale deve essere attribuita all'Io inconscio. Essenziale per l'intero processo è il bisogno di proteggere la coscienza dalla consapevolezza dì cìò che sta accadendo.

In accordo con la tesi qui avanzata, attività come le sublimazioni possono essere viste come attualizzazioni simboliche che sono comprese inconsciamente dalla persona interessata. Nello stesso tempo, la coscienza dell'indivíduo è protetta dalla consapevolezza che la fantasia inconscia di desiderio viene soddisfatta. In breve, se l'attività chirurgica - come qualche volta si afferma - rappresenta una sublimazione di desideri sadici, dovremmo postulare che, a qualche livello inconscio, le fantasie di desiderio

sadiche vengano gratificate attraverso una nascosta identità di percezione. Lo stesso si può affermare per molti tratti di carattere (vedi il Capitolo 5).

t possibile fare un ulteriore passo avanti, su questo argomento. Se possiamo "leggere", "decodificare", o "tradurre" inconsciamente i derivati manifesti dei nostri desideri e fantasie inconsci, allora è probabile che siamo in grado di capire, in modo analogo, del tutto inconsciamente, il significato latente di molto di quanto è prodotto dagli altri, purché ci sia un background abbastanza simile tra noi e l'altra persona. A questo punto, di nuovo, la nostra coscienza deve essere protetta, perché saremmo certamente sopraffatti in modo traumatico se dovessimo essere consciamente consapevoli del contenuto latente di ciò che è prodotto e comunicato dagli altri in modo manifesto. Sembra probabile che la comunicazione inconscia dei contenuto latente di pensieri, desideri e fantasie sia in atto continuamente e che raggiunga il suo scopo in virtù della normale capacità di fare una "buona ipotesi" inconscia relativa al significato dei comportamento e delle comunicazioni di altre persone con background culturale simile. Contemporaneamente, di solito, ci difendiamo strenuamente dalla consapevolezza sia dell'esistenza di questa comunicazione inconscia che del suo contenuto, anche se, occasionalmente, consentiamo a qualche "intuizione" inspiegabile di affiorare alla coscienza. Più spesso, forse, ci possiamo permettere di agire in base alla conoscenza inconscia che acquisiamo del significato latente delle produzioni degli altri, utilizzando il meccanismo della razionalizzazione, un processo mediante il quale facciamo sì che il nostro comportamento, i nostri pensieri e sentimenti, evidentemente ìrrazionalì, sembrino plausibili, almeno a noi stessi. A questo proposito, possiamo ricordare il commento di Freud ne L'Inconscio, dove scrive che A un fatto davvero rìmarchevole che l'Inc. di un essere umano possa reagire a quello di un altro, senza passare attraverso la Cs". Gli psicoanalisti esperti hanno imparato a servìrsì delle proprie associazioni, dell'auto-osservazione e dell'autoanalisi per accedere in qualche modo a quello che è stato loro comunicato inconsciamente. Purtroppo è molto più difficile per noì analisti avere accesso a quello che inconsciamente comunichiamo agli altri, pur essendo sempre più consapevoli della qualità intersoggettiva dell'intera~ zione con i pazienti.

home page