Una forma di altruismo

da Anna Freud.

L'effetto del meccanismo della proiezione è di rompere il legame esistente tra le rappresentazioni concettuali degli impulsi istintivi pericolosi e l'lo; in questo senso si avvicina moltissimo al processo di rimozione. Altri sistemi difensivi quali la spostamento, la trasformazione nel contrario o il rivolgimento contro se stessi influenzano il processo istintuale stesso, mentre la rimozione e la proiezione servono solamente ad impedire che esso venga percepito. Nella rimozione l'idea sgradevole viene respinta nell'Es, mentre nella proiezione viene spostata sul mondo esterno. La proiezione assomiglia alla rimozione anche per un altro fatto: essa infatti non è associata a nessuna situazione ansiogena particolare, ma può essere motivata sia da paura obbiettiva che da paura del Super-Io e da paura degli istinti. Gli autori che appartengono~ alla scuola inglese di psicoanalisi sostengono che il neonato. già nei primi mesi di vita, prima del realizzarsi di qualsiasi rimozione, proietta i suoi primi impulsi aggressivi e che questo processo è di importanza vitale per l'immagine che il bambino si fa del mondo esterno e per la formazione della sua personalità.
In ogni modo l'uso del meccanismo di proiezione fin dalla primissima infanzia è del tutto naturale per l'Io del bam bino. I bambini se ne servono per rinnegare i propri atti e de sideri quando diventano pericolosi e per addossarne la respon sabílità a qualcuno o a qualcosa che si trova al di fuori. Un " bambino estraneo ", un animale e persino degli oggetti ina- 1 nimati vengono utilizzati indifferentemente dall'Io infantile allo scopo di liberarsi dalle proprie mancanze. Llo infantile considera normale sbarazzarsi di tutti i suoi impulsi e desi deri attribuendoli completamente agli altri. Quando questi desideri comportano una punizione da parte delle autorità l'Io mette davanti a sé, quali capri espiatori, le persone sulle quali ha operato tale proiezione; d'altra parte, se la proiezione è stata originata da un senso di colpa, invece di sottoporre se stesso alla critica, l'Io metterà sotto accusa gli altri. In en trambi i casi dissocia se stesso dai suoi sostituti e dimostra un'intolleranza eccessiva nel suo giudizio su di loro.
Il meccanismo della proiezione viene a disturbare i nostri rapporti umani ogniqualvolta proiettiamo la nostra gelosia sugli altri, attribuendo loro la nostra stessa aggressività. Questo processo, d'altra parte, può operare anche in altro modo ed esserci d'aiuto per stabilire dei legami positivi e validi e consolidare così i nostri rapporti umani. Questa forma di proiezione normale e meno evidente potrebbe essere descritta come " rinuncia altruistica " ' dei nostri impulsi istintuali a favore di altre persone..
L'esempio che segue chiarirà questo concetto.
Una giovane istitutrice raccontò, nel corso della sua analisi, che quando era bambina era ossessionata da due idee: possedere bei vestiti ed avere tanti bambini. Nelle sue fantasie si compiaceva in modo quasi ossessivo di immaginare come sì sarebbero realizzati questi due desideri. D'altra parte aspirava anche a tante altre cose: desiderava avere e fare tutto quello che le compagne più grandi avevano e facevano; in effetti avrebbe voluto fare ogni cosa meglio di loro ed essere poi ammirata per la sua bravura. La sua esclamazione incessante: " Anch'io " infastidiva le più grandi di lei. I suoi desideri inoltre avevano tutti un carattere di urgenza e di insaziabilità.
Una volta diventata adulta, ciò che colpiva in lei era la modestia del suo carattere, una persona senza pretese che esigeva poco dalla vita. Quando iniziò il trattamento analitico era nubile, senza figli e i suoi vestiti erano frusti e poco appariscenti. Non sembrava invidiosa o ambiziosa e non si metteva in gara con gli altri se non quando vi era costretta da circostanze esterne. A prima vista si aveva l'impressione che, come spesso accade, la sua persona si fosse sviluppata proprio nel senso opposto a quello che ci si sarebbe aspettati considerando la sua infanzia e che i suoi desideri fossero stati rimossi e sostituiti nella coscienza da formazioni reattive (riservatezza al posto del desiderio di piacere e modestia al posto dell'ambizione). Ci si sarebbe aspettati di scoprire come causa della rimozione una proibizione della sessualità, estesa, dagli impulsi esibizionistici e dal desiderio di avere dei bambini, fino a tutta la sua vita istintiva.
Ma al tempo in cui feci la sua conoscenza si potevano notare nel suo comportamento dei segni che contraddicevano questa impressione. Ad un esame più accurato della sua vita risultò chiaramente che i desideri primitivi si affermavano in modo tale da far dubitare che si fosse effettivamente attuata una rimozione. Il suo rifiuto della sessualità non le impediva di interessarsi affettuosamente alla vita amorosa delle sue amiche e colleghe. Adorava combinare matrimoni e riceveva una quantità di confidenze di carattere amoroso. Si interessava attivamente dell'abbigliamento delle sue amiche, anche se per se stessa mancava assolutamente di civetteria. Pur non avendo avuto,dei figli dimostrava un interesse affettuoso verso i figli degli altri, come era indicato del resto dalla sua scelta professionale. Si potrebbe dire che si preoccupava oltremodo che le sue amiche avessero dei bei vestiti, fossero ammirate e avessero dei figli. Analogamente, nonostante il suo comportamento schivo e riservato, si dimostrava piena -di ambizione per gli uomini che amava~1 e seguiva la loro carriera con il massimo interesse. Sembrava che per se stessa essa non desiderasse niente e non avesse interessi: fino al momento dell'analisí, infatti, nella sua vita non c'era stato nessun avvenimento importante. Invece di utilizzare le sue energie per dei fini personali le metteva interamente a disposizione degli altri partecipando con affetto alle loro esperienze. Viveva della vitaidegli altri e non della propria.
L'analisi dei suoi legami infantili con la madre e con il padre rivelò chiaramente la natura della sua formazione interiore. La sua rinuncia precoce all'istinto aveva portato alla formazione di un Super-Io eccezionalmente rigido che le aveva impedito di soddisfare i suoi desideri. Il suo desiderio di possedere un pene, che si rivelava sotto forma di ambiziose fantasie virili, era proibito al pari del suo desiderio femminile di avere dei figli, di esibirsi di fronte a suo padre per ottenerne l'ammirazione, nuda o vestita in modo elegante. Questi desideri non furono però rimossi del tutto. Nel mondo esterno essa trovò dei sostituti che divennero i depositari di
alla nostra paziente i occasione di trasterire su di esse la sua stessa vanità, mentre i suoi impulsi libidici e le sue fantasie ambiziose trovavano collocamento in modo analogo nel mondo esterno. Proiettava sugli altri i suoi impulsi istintuali proibiti, proprio come nei casi di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente. Questo caso differisce dagli altri solo per l'elaborazione ulteriore degli impulsi istintuali. La paziente non si staccava dai propri sostituti ma anzi si identificava con essi. Si dimostrava comprensiva con i loro desideri e sentiva l'esistenza di un legame eccezionalmente forte tra quelle persone e se stessa. Il suo Super-Io, che era pronto a cQndannare un particolare impulso istintivo che fosse legato al suo stesso Io, diventava di una tolleranza sorprendente quando questo si manifestava negli altri. Gratificava i suoi istinti partecipando alla gratificazione degli altri e per far questo usava i meccanismi della proiezione e dell' identificazione'. L' at. teggiamento schivo che le era imposto dalla proibizione dei suoi impulsi scompariva quando si trattava di soddisfare gli stessi desideri dopo che erano stati proiettati su udaltra persona. La cessione dei suoi impulsi istintuali agli altri aveva dunque un significato egoistico, anche se, nello sforzo di soddisfare gli impulsi degli altri, il suo comportamento non poteva che essere chiamato altruistico.
Tutta la sua condotta era così caratterizzata da questo trasferimento dei suoi stessi desideri sugli altri e questo modo di procedere risultava chiaramente nell'analisi anche di pic-
2 Cfr. a questo proposito il concetto di " identificazione simpatetica "introdotto da FFDERN e le sue osservazioni in proposito (Imago, Bd. XXII, 1936, p. 33).

coli fatti isolati della sua vita. All'età di tredici anni, per esempio, si innamorò segretamente di un amico della sorella maggiore che era stata un tempo oggetto particolare della sua gelosia. Pensava che un tempo egli avesse preferito lei alla sorella e sperava sempre che egli le facesse capire di amarla. Accadde una volta, come del resto era già successo, che essa dovesse subire una umiliante delusione. Una sera il giovane si presentò inaspettatamente per invitare la sorella a fare una passeggiata. Nell'analisi la paziente si ricordava perfettamente e distintamente che dapprima rimase paralizzata dal dispiacere, poi incominciò improvvisamente a darsi da fare per aiutare la sorella, che doveva uscire, a farsi bella, partecipando con entusiasmo ai preparativi. Nel fare questo la paziente era felice e beata e dimenticò del tutto che non era lei ma la sorella che stava per uscire a divertirsi. Aveva proiettato il proprio desiderio di amore e il desiderio intenso di essere ammirata sulla rivale e, essendosi identificata con l'oggetto della sua invidia, otteneva così la soddisfazione del suo stesso desiderio.
Si comportava in modo identico quando, anziché di una soddisfazione, si trattava di una frustrazione. Le piaceva dare ai bambini dei quali si occupava delle cose buone da mangíare. Una volta una madre si rifiutò di privarsi di un dolce per darlo al suo bambino. Benché la paziente fosse essa stessa indifferente in genere ai piaceri della tavola, il rifiuto di quella madre la fece indignare oltremodo; sentiva la frustrazione del bambino come se fosse sua propria, così come nell'altro caso aveva gioito dalla soddisfazione dei desideri della sorella. P, chiaro che essa aveva rinunciato, in favore del prossimo, al diritto di veder soddisfatti i suoi desideri senza ostacoli.
Quest'ultimo tratto del carattere è ancora più evidente nel comportamento di un'altra paziente dello stesso tipo. Si tratta di una giovane donna che aveva stabilito un rapporto molto amichevole con il suocero e che, alla morte della suocera, ebbe una reazione molto strana. La paziente, con le altre donne della famiglia, dovette provvedere alla spartizione dei vestiti della defunta. A differenza delle altre donne si rifiutò di tenere per sé anche un solo indumento. Mise però da parteun cappotto per farne un dono a una cugina povera. Quando la sorella della defunta manifestò l'intenzione di tenere per sé il collo di pelliccia del cappotto in questione, la nostra paziente, che fino a quel momento si era mostrata indifferente e disinteressata, -montò su tutte le furie. Riversò sulla zio tutta la violenza della sua aggressività usualmente inibita, insistendo perché la sua protetta avesse quello che essa le ave, va destinato. L'analisi di questo incidente dimostrò che un certo senso di colpa aveva impedito alla paziente di appropriarsi di qualsiasi cosa fosse appartenuto alla suocera. Il vestito simbolizzava per lei la realizzazione del suo desiderio di prendere il posto della defunta presso il suocero. Rinunciò per questo a qualsiasi diritto a suo favore e trasferil sulla cugina il desiderio di succedere alla " madre ". A questo punto però sentì di nuovo. in tutta la sua forza il desiderio e la delusione e insistette perché venisse soddisfatta la sua volontà, cosa che non avrebbe mai fatto se si fosse trattato di se stessa. Il Super-Io, che si era dimostrato così implacabile verso gli impulsi istintuali della paziente, si mostrò consenziente quando il desiderio non fu più associato all'Io della paziente stessa. L'atteggiamento aggressivo, di solito inibito, divenne improvvísamente ego-sintoníco poiché si trattava della soddisfazione del desiderio di un'altra persona.
Nella vita di ogni giorno si può osservare una grande quantità di casi di questo genere, una volta che ci si sia resi conto di questa combinazione di aggressività e di ídentificazione al servizio di un processo di difesa. Una giovane ragazza, per esempio, che aveva molti scrupoli d'i coscienza circa il proprio matrimonio, incoraggiò in tutti i modi sua sorella
o
a fidanzarsi. Un'altra paziente, che soffriva di inibizioni ossessive a spendere denaro per se stessa, non aveva un attimo di esitazione. quando si trattava di spendere generosamente per fare dei regali. Una paziente, a cui l'ansia impediva di realizzare il suo desiderio di viaggiare, consigliava con un entusiasmo insospettato alle sue amiche di intraprendere dei viaggi. In tutti questi casi l'identificazione con la sorella, con l'amica o la beneficiaria del regalo si rivelava in un improvviso, caldo senso di solidarietà che persisteva---fintanto che il proprio bisogno veniva soddisfatto con una modalità sostitutíva. Ci si è sempre burlati delle " zitelle paraninfe " e degli " spettatori indiscreti per i quali la posta del gioco degli altri non è mai troppo alta " '. li trasferire i propri desideri su un'altra persona, preoccupandosi poi della loro realizzazione, si può paragonare all'interesse e al piacere di chi è sRSU=Aj==mpeú~1.one senza prenderne parte attiva.
Questo processo difensivo serve a due scopi. Innanzitutto fa sì che il soggetto si interessi amichevolmente alla soddisfazione degli istinti degli altri gratificando indirettamente i propri, nonostante la proibizione dei Super-Io. In secondo luogo libera l'attività e l'aggressività inibite, originariamente designate alla soddisfazione dei propri desideri
istintuali. La paziente che non avrebbe alzato un dito per gratificare i propri impulsi orali, si sentì molto indignata al rifiuto di quella madre di accontentare il suo bambino; non
poteva sopportare cioè che si imponesse a qualcun altro una rinuncia orale. La nuora che non poteva reclamare per sè stessa i diritti della defunta moglie del suocero trovò ammissibile difendere il diritto simbolico di un'altra persona con tutta la forza della sua aggressività. Un'impiegata che non avrebbe mai osato chiedere un aumento di salario per
se stessa, tutt'a un tratto circonda la sua direttrice di richie ste insistenti a favore di una sua collega. L'analisi di queste circostanze rivela che il processo difensivo ha la sua origine in un conflitto infantile con l'autorità dei genitori a proposito di una qualche gratificazione istintuale. Gli impulsi ag-
gressívi contro la madre, proibiti fintanto che si tratta di soddisfare i propri desideri, vengono invece liberati quando sono apparentemente desideri altrui. Il personaggio più co-
nosciuto che rappresenta questo tipo di personalità è il benefattore che utilizza tutta la sua aggressività e tutta la sRa energia per chiedere denaro ad una categoria di persone per
offrirlo poi ad un'altra. Ma forse l'esempio esmmo di questo tipo di personalità è l'assassino che uccide l'oppressore in
nome degli oppressi. L'oggetto contro il quale si dirige l'aggressività liberata è sempre il rappresentante dell'autorità, colui che nell'infanzia del soggetto gli impose la rinuncia degli istinti.
1 fattori che contribuiscono a determinare la scelta del-
l'oggetto su cui vengono trasferite le pulsioni isti~tuali sono molteplici. Talvolta,basta la percezione di un impulso proibito in un'altra persona per fornire all'Io l'occasione di mettere in atto la proiezione. Nel caso della paziente che partecipava alla divisione dei beni della suocera, il fatto che la persona sostitutiva non fosse una parente prossima era una garanzia sufficiente a dare un carattere di innocenza al desiderio stesso che, se vagheggiato dalla paziente stessa, avrebbe rappresentato i suoi impulsi incestuosi. Nella maggior parte dei cail la persona sostitutiva è stata una volta oggetto di invidia. L'istitutríce altruista del mio primo esempio trasferiva le proprie fantasie ambiziose sugli amici e i propri desideri libidici sulle amiche. I primi prendevano, per quanto riguardava il suo affetto, il posto del padre e del fratello maggiore, i quali erano stati entrambi l'oggetto della sua invidia del pene, mentre le seconde rappresentavano la sorella sulla quale, un po' più avanti nella sua infanzia, la paziente aveva trasferito la propria invidia sotto forma di invidia per la sua bellezza. La paziente sentiva che il fatto di essere una ragazza le impediva di soddisfare le sue ambizioni e contemporaneamente non si riteneva abbastanza carina da essere giudicata attraente dagli uomini. Delusa di se stessa, trasferì allora i suoi desideri su degli oggetti che riteneva possedessero qualità migliori di lei per procurarne il pieno soddisfacímento. 1 suoi amici erano dei validi sostituti per le sue ambizioni professionali e per il raggiungimento di quel successo che a lei era negato, mentre le ragazze più carine avevano per lei lo stesso ruolo nel campo amoroso. Tale abdicazione altruistica era un mezzo per superare la sua umiliazione narcisistica.
D'altra parte accade spesso che questo trasferimento dei desideri ístintuali su un oggetto meglio qualificato ai fini del loro soddisfacimento determini il rapporto di una ragazza con l'uomo che essa sceglie per rappresentarla, a tutto detrimento di un vero rapporto oggettuale. Sulla base di questo attaccamento " altruistico " essa si aspetta che l'uomo realizzi i progetti che lei stessa pensa di poter difficilmente realizzare per il fatto di appartenere al sesso femminile. Desidera, per esempio, che egli segua, al posto !~uo, un certo tipo di studi, che
scelga una professione particolare o che diventi famoso o ricco in sua vece. In tali casi-l'egoismo e l'altruismo si mescolano in mille combinazioni diverse. Sappiamo che molte volte i genitori trasferiscono sui loro figli i progetti che esistessi non hanno realizzato nella propria vita, in una forma altruistica ed egoistica al tempo stesso. P- come se sperassero di ottenere attraverso i loro figli, che considerano più qualificati a~questo scopo il soddisfacìrnento di quei desideri ambiziosi che non sono riusciti a realizzare personalmente. Forse lo stesso rapporto altamente altruistico della madre con il suo bambíno si basa in gran parte su questo trasferimento dei propri
desideri sull'oggetto che ella considera " meglio qualificato " per il loro soddisfacimento. Il successo di un uomo nella vita ricompensa infatti ampiamente le donne della sua famglia del fatto di avere personalmente rinunciato alle risp91-
tive ambizioni.
L'esempio più bello e più completo di questo trasferimento altruistico lo possiamo trovare nel Cyrano de Bergerac
di Edmond Rostand. L'eroe di quest'opera è un personaggio storico del diciassettesimo secolo, un gentiluomo francese, poeta, ufficiale della Guardia, famoso per il suo spirito e il suo valore, che, per la bruttezza poco comune del suo naso, si sentiva in una posizione di svantaggio nel corteggiare le donne. Si innamora della sua bella cugina Rossana ma, cosciente della propria bruttezza, abbandona subito ogni speranza di poterla conquistare. Invece di usare la sua indiscussa abilità di spadaccino per tenere lontani i rivali, rinuncia, alle sue aspirazioni amorose in favore di un uomo più prestante di lui. Dopo questa rinuncia i-nette tutta la sua forza, il suo coraggio e il suo cervello al servizio di questo innamorato più fortunato e fa tuttoil possibile per aiutarlo a soddisfare il suo desiderio. Il momento culminante del dramma è una scena - balcone della donna amata dai due uomini. notturna sotto il Cyrano sussurra al rivale le parole per conquistarla, nell'oscurità prende poi il posto dell'altro e parla per lui dimenticando, nell'ardore delle sue dichiarazioni, che non è lui il corteggiatore, e si ritira solo all'ultimo momento, quando la richiesta fatta in nome di Cristiano, il bell'innamorato, viene accolta e questi sale sul balcone per abbracciare la donna amata Sempre più devoto al rivale, in battaglia Cyrano cerca di salvare la vita di Cristiano piuttosto che la propria e quando la morte gli porta via questa figura sostitutiva egli sente di dover rinunciare a Rossana come ad una cosa proibita. Nell'altruísmo " di Cyran6 il poeta descrive qualcosa che è molto di più di una strana avventura amorosa. Ciò appare chiaramente dal parallelo che egli fa tra la vita amorosa di Cyrano e il suo destino di poeta. Così come Gristiano riesce a conquistare il cuore di Rossana con l'aiuto delle lettere e delle poesie scritte da Cyrano, altri autori, quali Corneille, Molière e Swift hanno preso a prestíto intere scene di sue opere sconosciute, che hanno contribuito a rafforzare la loro fama. il Cyrano del dramma accetta questo destino. Egli è pronto a prestare a Cristiano, più bello di lui, e a Molière, più geniale di lui, le proprie parole, L'imperfezione fisica, che a suo avviso lo rende disprezzabile, lo spinge a considerare gli altri, che sono a lui preferiti, come più dotati di lui per realizzare i suoi desideri vissuti in fantasia.
Per concludere ci soffermeremo brevemente a studiare il concetto della rinuncia altruistica sotto un altro punto di vista e cioè in rapporto alla,paura di mo-rl#. Coloro che hanno proiettato in gran misura sugli altri i propri impulsi ístintuali non conoscono questa paura. Nel momento del pericolo il loro lo in realtà non si preoccupa della propria vita, mentre essi si preoccupano eccessivamente e sono in ansia per la vita dei loro oggetti di amore. L'osservazione ci dimostra che questi oggetti, la cui vita è tanto importante per loro, impersonificano in via sostitutiva proprio le figure su cui essi hanno spostato i loro desideri ístintualí. La giovane governante, per esempio, del cui caso ho parlato più sopra, si preoccupava in modo eccessivo della salute delle sue amiche durante la loro gravidanza e durante il parto. Anche per Cyrano, come abbiamo visto, è molto più importante la sicurezza della vita di- Cristiano in battaglia, che non la propria. Sarebbe un errore supporre che si tratti di rivalità rinios§a riaffiorante sotto forma di desideri di morte che vengono poi allontanati. L'analisi ci mostra come sia la presenza che la mancanza di ansia siano piuttosto dovute all'opinione per cui il soggetto ritiene la propria vita degna di essere. vissuta e protetta soltanto nella misura in cui essa gli offra l'occasione di soddisfare le sue pulsíoni istintuali. Quando gli impulsi vengono trasferiti su un'altra persona è la vita di questa che diventa più preziosa della propria. La morte della figura sostitutiva significa, come succede a Cyrano per la morte di Cristiano, la fine di ogni speranza di soddisfacímento.
Soltanto dopo la fine dell'anafisi la giovane istìtutrice, ammalatasi, si accorse che il pensiero della morte le era penoso. Con sua stessa sorpresa scoprì di desiderare mente di continuare a vivere abbastanza da poter ammobihare la sua nuova casa e da superare un esame che le avrebbe permesso di consolidare la sua posizione professionale. La sua casa ed il suo esame signíficavano, per quanto sotto forma di sublimaziane, la realizzazione di desideri istintuali che l'analisi le aveva permesso di reintegrare nella sua vita
4 La situazione di rinuncia altruistica e le condizioni che determinano l'omosessualità maschile presentano una somiglianza -evidente. Anche l'omosessuale trasferisce su di un fratello più piccolo, del quale una volta è stato geloso, il suo bisogno di amore materno. Soddisfa le proprie esigenze adottando in seguito un atteggiamento materno che gli permette di godere sia l'aspetto attivo che passivo della relazione tra madre e figlio. t difficile stabilire in quale misura questo processo abbia contribuito alla formazione dei vari aspetti Ai rinuncia altruistica che ho descritti. Cyrano e la giovane istitutrice " altruista " devono avere entrambi ricavato piacere da questo meccanismo anche prima di essersi messi nella condizione di gioire dei successi dei loro sostituti. L'ebrezza che essi provano nel donare e nell'aiutare prova che la rinuncia è in sé una gratificazione dell'istinto. Come nel píocesso dell'identificazione con l'aggressore, la passività viene trasformata in attività, l'umiliazione narcisistica viene compensata da un senso di potenza associata con il ruolo di benefattore, mentre l'esperienza passiva di frustrazione è compensata dalla felicità procurata agli altri per mezzo di un atteggiamento attivo.
Vien fatto di domandarsi se esistano veramente delle situazioni di rapporto altruistico genuino tra compagni, in cui non vi sia nessuna gratificazione di un proprio istinto, sia pure in forma mascherata o sublimata. Comunque è certo che la proiezione e l'identificazione non costituiscono gli unici mezzi che portano ad un atteggiamento in apparenza altruistico: le varie forme di masochismo, per esempio, -offrono un'altra facile via per' arrivare alla stessa meta.

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